La storia del Centro per le vittime di reato e calamità - ::: COMUNE DI CASALECCHIO DI RENO (BO):::

Vivere Casalecchio  >  Casalecchio nella storia  >  Salvemini 1990  >  La storia del Centro per le vittime di reato e calamità - ::: COMUNE DI CASALECCHIO DI RENO (BO):::

La storia del Centro per le Vittime di reato e di calamità

Il 12 Ottobre 2004, in occasione della preparazione dell'Anniversario della Salvemini, l'Assemblea dell'Associazione valuta l'opportunità di non disperdere l'esperienza accumulata per fronteggiare le conseguenze della strage e decide di approvare il progetto preliminare per l'apertura di un Centro per le vittime di reato e calamità. Il documento, che viene votato all'unanimità, rappresenta il frutto di un gruppo di lavoro che trae spunto da un progetto di fattibilità promosso precedentemente dal Comune di Casalecchio. In tale documento, a partire dalle motivazioni e dagli obiettivi da perseguire, si delinea uno schema operativo per uno sportello pubblico di ascolto e di aiuto.

Il lavoro dei mesi successivi è finalizzato al coinvolgimento e alla formazione dei volontari, nonché all'avvio degli accordi con i quattro Comuni interessati per giungere alla stesura della convenzione e al coordinamento operativo con i vari servizi pubblici coinvolti. In mancanza di esperienze analoghe cui fare riferimento (il Centro Sostegno alle Vittime di Reato di Milano, per esempio, risulta avere una struttura del tutto istituzionalizzata rispetto al livello volontario della nostra proposta) si ricorre ad un estenuante lavoro teorico in cui vengono contemplate tutte le possibili varianti.

Questa fase di lavoro trova una sintesi fondamentale nel 1° Convegno: "Dalla cultura ai servizi per la vittima" che si tiene a Casalecchio il 29 Gennaio 2005. E' l'occasione per approfondire la tematica sulla vittimologia, per presentare pubblicamente il progetto e per raccogliere la definitiva approvazione di Regione, Provincia, AUSL e Comuni alla proposta. Viene anche confermata l'indicazione della data di apertura del servizio per il successivo 2 maggio.

Il Convegno viene articolato in due tavole rotonde che hanno, come punto di riferimento, due temi sostanziali:
1. Far crescere e sviluppare una vera e propria cultura della vittima, soggetto portatore di diritti certi e inalienabili nell'ambito di una riconosciuta tutela sociale.
2. Dare attuazione ad un'organica rete di servizi che, integrando le potenzialità del volontariato e delle istituzioni, sappia essere punto di riferimento per ogni vittima di reato e calamità.

L'importanza di questa sinergia è pienamente rispecchiata nell'elenco dei relatori, ricco di rappresentanti politici e tecnici delle maggiori istituzioni coinvolte, ma anche dei responsabili delle più significative Associazioni Nazionali di Vittime che da tanto tempo operano su queste' materie. D'altra parte, è chiaro che in questa occasione il punto di partenza non sono le "cause" che hanno determinato lo stato di vittima, ma le "conseguenze" che ogni vittima deve comunque sopportare.
In effetti, la preparazione del Convegno diventa anche l'occasione per una meticolosa ricognizione di tutta l'attività preliminare all'apertura del Centro e la ricerca del migliore equilibrio possibile tra l'aspetto volontario che caratterizza i promotori del progetto e i riferimenti istituzionali.

Intervista a Giulio Roffi, volontario del Centro per le vittime di reato e di calamità

Pubblicato il 
Aggiornato il