La Chiusa - ::: COMUNE DI CASALECCHIO DI RENO (BO):::

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La Chiusa

La Chiusa di Casalecchio è un'imponente opera idraulica posta al termine del corso naturale del fiume Reno realizzata a metà del XIV secolo. Il manufatto giunto in buono stato di conservazione ed attivo fino ai giorni nostri è il frutto dell'intuizione dei bolognesi di quel tempo che trovandosi a vivere ed operare in un territorio privo di acqua pensavano di dotarsi artificialmente di quella risorsa che la natura non aveva messo loro a disposizione. A dire il vero, notizie di un primo sbarramento a Casalecchio si hanno già da prima dell'anno mille, ma si trattava di manufatti più semplici che il fiume ogni anno, con le piene, rovinava e atti a servire una porzione modesta del territorio.
La realizzazione della attuale Chiusa e la conseguente escavazione di un canale che portava acqua in città permise ai bolognesi di sviluppare una società industriale dedicata per lo più alle attività economiche tralasciando le mire espansionistiche che caratterizzarono i liberi Comuni in quell'epoca storica.
A Bologna si sviluppò dal XIV al XVIII secolo la prima vera Rivoluzione Industriale, arrivando ad occupare fino a due terzi della popolazione nelle attività connesse all'energia idraulica.
La Chiusa di Casalecchio e il reticolo idraulico da essa derivato hanno dato origine ad una pluralità di mestieri e ingegni tant'è che Bologna, città di terra, possiede uno straordinario Museo della Navigazione e l'Università, istituì, prima al mondo sul finire del XVII secolo, la cattedra di Idraulica assegnata a Domenico Guglielmini. L'opera consiste in un vero e proprio bastione, costruito in pietra, calce, laterizio e legno, posto laddove in epoca geologica remota finivano le terre emerse ed iniziava un ampio territorio paludoso, ed è volta a rallentare le acque tumultuose del corso collinare e immetterle parzialmente nel canale di Reno.
I quasi sette secoli di storia che la caratterizzano hanno visto un'intensa attività di conservazione cui si è dedicata in più occasioni la Comunità Casalecchiese e Bolognese impegnando i migliori ingegni, fra questi si annovera Jacopo Barozzi, detto il Vignola, che a metà del 500 la riordinò dandole la forma che ancora oggi conosciamo.
I Bolognesi, dediti principalmente all'industria della seta e della canapa, proprio perché impegnati alla produzione e alla commercializzazione dei propri manufatti, non furono mai una Comunità bellicosa, infatti, non sono mai state intraprese guerre esterne di espansione. La stessa costituzione ed esistenza del Consorzio sono un esempio evidente di pace sociale in quanto elemento di mediazione fra gli interessi dell'agricoltura e dell'industria, del pubblico e del privato. I compromessi fra il potere politico, le corporazioni e gli interessi del contado consentirono per secoli il mantenimento di quell'equilibrio/pace sociale che permise di far confluire tutte le energie, le disponibilità finanziarie e l'ingegno nel mantenimento di quel sistema idraulico che era la fonte metaforica e naturale della condizione di privilegio che i bolognesi si erano fisicamente e socialmente costruiti.
Come già scrissero nel 1896 gli Ingegneri Ugo Brunelli e Filippo Canonici, "anche oggi giorno la Chiusa di Casalecchio può dirsi una delle più cospicue opere idrauliche che onorano lItalia e a Bologna che la costruì e la seppe conservare e perfezionare nelle traversie di sette secoli ne viene altissima lode di dottrina e munificenza". La Chiusa non è solo un antico straordinario manufatto, è un simbolo di operosità e di pace di un popolo che ha scelto di migliorarsi attraverso il proprio lavoro anziché di arricchirsi con i bottini di guerra. A noi cittadini del terzo millennio non resta che continuare l'opera di chi ci ha preceduto impegnandoci nel mantenere tecnicamente in efficienza la struttura e nel rinsaldare i forti valori che l'hanno generata.

La Chiusa di Casalecchio di Reno: il suo valore simbolico ieri e oggi
L'acqua è il più importante elemento necessario affinché a ognuno sia assicurato il diritto umano universale "a un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia" (articolo 25, Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo). La Chiusa sul Reno, il più antico "monumento idraulico" d'Europa, è un simbolo silenzioso, opera dell'uomo che nei secoli ha svolto e svolge una funzione di promozione in favore di una cultura della laboriosità e di pace nella nostra comunità.
Tra la fine del 1100 e l'inizio del 1200, la realizzazione del primo manufatto della Chiusa coincide con lo sviluppo del complesso sistema di approvvigionamento idrico di cui era dotata la città di Bologna, mediante una rete di canali tra le più avanzate in Europa che serviva ad alimentare numerosi mulini per la fiorentissima industria tessile serica e per il trasporto di merci. Proprio a Casalecchio, sul Canale di Reno nel quartiere Croce, nasce e si sviluppa tra la seconda metà del 1800 e gli anni '30 del 1900 il "Linificio-Canapificio Nazionale", la cosiddetta "Filanda" o "Canonica". Crescita economica, sociale, demografica sono strettamente legate e tutte dipendono in quel momento dall'acqua.
Acqua che diventa quindi anche simbolo di pace: la diffusione di una migliore qualità di vita aiuta la coesione della comunità. Allora come oggi.

Alla fine del 2010 la Chiusa di Casalecchio di Reno è stata inserita nella lista del programma UNESCO 2000-2010 dei Patrimoni Messaggeri di una Cultura di Pace a favore dei Giovani

Scarica il documento La Chiusa di Casalecchio di Reno: patrimonio mondiale dell'Unesco

Per approfondimenti sulla storia della Chiusa di Casalecchio vai alla sezione dedicata.
Il materiale è stato curato da Luigi Chierici ed è pubblicato, a puntate, anche nel periodico del Comune Casalecchio Notizie - sezione Storia locale - a partire dall'ultimo numero del 2002 - fino al penultimo numero del 2004.

Immagini della Chiusa

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