1914 - ::: COMUNE DI CASALECCHIO DI RENO (BO):::

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Cronologia di Casalecchio di Reno – anno 1914


Arriva la Grande Guerra: i vertici direttivi della “Felsinea” rientrano in patria…segreti accordi tra galantuomini

Nata da pochi anni la “Felsinea” Fabbrica Italiana Posate d’Argento di M.H Wilkens & Figli già si trova “coinvolta” nella Prima Guerra Mondiale, ancora prima dell’ingresso dell’Italia nel conflitto. 
Nel 1914 i vertici direttivi tedeschi della ditta vengono richiamati in patria per partecipare alla produzione militare. Due scritture del 10 maggio 1915 informano a posteriori la Camera di Commercio di fatti già avvenuti e attestano che da questa data la proprietà tedesca affida a Michelangelo Clementi la completa gestione della fabbrica attraverso una locazione triennale, da rinnovare poi di anno in anno e i mandatari Kock e Ulbricht conferiscono allo stesso Clementi la procura. La scrittura privata relativa a questo passaggio risale quindi al 10 maggio 1915, registrata a Bologna il 24 dello stesso mese e presentata in denuncia alla Camera di Commercio solo il 5 luglio 1915.
Clementi assume in tal modo la direzione dell’azienda con la denominazione “Felsinea” Fabbrica Italiana Posate d’Argento di Michelangelo Clementi, affiancato da Olindo Cavalieri, divenuto nel frattempo capo-officina.

Il 28 novembre 1916 il nuovo proprietario scrive quindi di suo pugno alla Camera di Commercio per richiedere un certificato di iscrizione, spiegare la nuova situazione della ditta ed insiste nel presentare sé stesso come persona integerrima e la nascita della nuova fabbrica come una sua iniziativa personale volta a dare un incremento all’industria bolognese e nazionale, anche se in questo contesto ed in quegli anni si potrebbe pensare ad una reazione alle leggi anti-tedesche varate dal Governo italiano, per fugare sospetti sul proseguimento di una collaborazione troppo stretta con la casa madre.     Dal 1916 lo Stato italiano vieta ai cittadini tedeschi di esercitare la proprietà di stabilimenti industriali in Italia, ed è in questo contesto che svolge il celebre passaggio di mano, dopo accordi segreti, coi quali Michelangelo Clementi assume in toto la proprietà dello stabilimento, mentre Wilkens si impegna a garantire i finanziamenti necessari, nonché le materie prime, attraverso una società svizzera di comodo. Perché l’operazione non sembri troppo sospetta, la ditta assume il nuovo nome di Fabbrica Argenteria Clementi di Michelangelo Clementi.
Solo in data 23 aprile 1918 Clementi denuncia che già dall’agosto del 1915 ha adibito lo stabilimento anche alla produzione di munizioni e materiale bellico, mentre con un successivo documento risalente al 7 maggio 1919 dichiara cessata la produzione bellica, nello specifico della strozzatura di dischi di ottone per inneschi modello 912, già dagli inizi di novembre 1918. Finita la guerra ed interrotta la produzione bellica, la situazione torna lentamente alla normalità. Riprende la produzione di posateria in argento, ed anche di alcuni pezzi in alpacca ed ottone argentato. E’ proprio sui cataloghi di questo periodo che appare per la prima volta la dicitura “Posateria Marca Pressa”, che resterà per molto tempo ancora dopo la seconda guerra mondiale, quasi in alternativa al nome vero e proprio della ditta. 
Una  volta stabilizzati i rapporti internazionali con la Germania, Mantel ed Ulbricht hanno la possibilità di ritornare ai loro incarichi dirigenziali presso la fabbrica di Casalecchio, mentre Clementi risulta ancora come titolare, ma solo nel 1929 sarà possibile trasferire nuovamente la proprietà a Martin Wilkens, cosa che Clementi, nel frattempo nominato Commendatore per meriti di lavoro, mette prontamente in atto dimostrando la sua profonda onestà: infatti, legalmente, avrebbe potuto  garantirsi la proprietà dell’azienda, registrata totalmente a suo nome, data la segretezza degli accordi del 1916.

Questo gesto viene ricompensato dalla casa madre tedesca attraverso la decisione di lasciare immutata la denominazione della ditta e di donare a Clementi una quota partecipativa pari al 25%. 
Sempre nel 1929 anche Hans Mantel diviene amministratore della ditta, in quanto fiduciario di Wilkens che non risiede in Italia, ed inizia le pratiche per la costruzione della sua abitazione sita in via Garibaldi, e nell’anno successivo chiede ed ottiene la cittadinanza italiana assumendo il nuovo nome di Giovanni…è ormai chiaro che la famiglia Mantel e Casalecchio vedranno intrecciare le loro strade per gli anni successivi.
Sono questi anni d’oro per la Fabbrica Argenteria Clementi.

La situazione economica italiana migliora e l’azienda sta al passo con lo sviluppo generale, accrescendo sia la propria fama che i propri guadagni, aiutata anche da una concorrenza non troppo accanita con le ditte più affermate del settore, tra cui Cesa, Broggi e Sambonet, e dal successo e prestigio ottenuti con la partecipazione a numerose fiere ed esposizioni internazionali.

Bibliografia ed approfondimenti:

L'archivio storico comunale di Casalecchio di Reno : 1798-1965 : inventario / di Alessandra Di Giovanni e Claudia Vasi , Bologna : Provincia di Bologna, Settore cultura, Ufficio istituti culturali, 2003

La Camera di commercio di Bologna e il registro delle ditte / [a cura di Donatella Sabbadini e Livia Ferlini] Bologna : Camera di commercio industria artigianato e agricoltura di Bologna, 2009

Casalecchio di Reno. Una città, la sua storia, la sua anima, a cura di Pier Luigi Chierici, Marco e Angelo Stadiotti, Carnate, Telesio, 2003

Wilkens, Clementi, Mantel, Buccellati : Cent'anni di argenteria a Casalecchio di Reno / Barbara Rambaldi [Casalecchio di Reno] : Pro Loco Casalecchio Insieme-Casalecchio Meridiana, [dopo il 2012] 
 

Michelangelo Clementi
Michelangelo Clementi

Sig. Martin H.Wilkens
Martin Wilkens

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