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CCRR - Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze di Casalecchio di Reno

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Intervista a Simone Gamberini, Sindaco di Casalecchio di Reno


D. Il Presidente della Regione Emilia - Romagna Vasco Errani e alcuni importanti sindaci della nostra Regione intervenendo al Convegno “Nuovi passi verso città amiche delle bambine e dei bambini” che si è tenuto a Bologna il 5 maggio 2006, hanno ritenuto importante sottolineare di essere contrari ad esperienze dove bambini e ragazzi “scimmiottano gli adulti”. Secondo lei si riferivano ai Consigli dei ragazzi?
Foto del Sindaco R. Non so a quali esperienze si riferissero, ma credo che abbiano espresso un parere molto sensato che condivido pienamente. Non credo, del resto, che si possa ragionevolmente manifestare un’opinione contraria. Il problema è un altro e cioè bisogna interrogarsi su quali siano le ragioni per cui queste cose accadono, che cosa non abbia funzionato nella progettazione e nella realizzazione di quelle esperienze che affidano ai ragazzi compiti di rappresentanza formale come la partecipazione a convegni o a manifestazioni pubbliche, dove a volte abbiamo visto sindaci-bambini con fasce tricolore, stanchi e annoiati. Si tratta di esperienze dove le attese e i riti degli adulti prevalgono sulla sostanza del dialogo e della collaborazione fra ragazzi e fra ragazzi e adulti, sulla ricerca cooperativa di soluzioni possibili a problemi veri, condivisi da adulti e ragazzi.
Quando siamo partiti a Casalecchio, sei anni fa, allora c’era il Sindaco Castagna, la sollecitazione è venuta dalla scuola, cui bisogna riconoscere questo merito. Il Comune non ha detto subito di sì. C’è stato una fase di studio e approfondimento, poi siamo partiti affidando il coordinamento al Centro Documentazione Pedagogico (CDP). Questo per dire come da subito abbiamo avuto una preoccupazione educativa, accanto all’intenzione di offrire ai ragazzi un’occasione di partecipazione

Foto del Sindaco con i ragazziD. Com’è allora il CCRR di Casalecchio di Reno?
R. A Casalecchio il CCRR non è una esperienza dove i bambini scimmiottano gli adulti, cosa che abbiamo sempre temuto ed evitato accuratamente che accadesse.
Tanti sono i modi in cui è possibile partecipare alla vita di questa città, sia per i bambini, sia per gli adulti, nelle associazioni, nei centri sociali e in altri luoghi, formali e non, diffusi nel territorio. Il CCRR è una delle occasioni di partecipazione dei ragazzi e si fonda su una metodologia che riconosce a bambini e ragazzi il diritto di aver voce e di poter esprimere le loro opinioni su quegli aspetti della vita sociale e amministrativa che li riguardano e li toccano da vicino.
L’esperienza del CCRR di Casalecchio non è incentrata nelle manifestazioni o negli eventi simbolici, ma nel dialogo faccia a faccia che tiene legati i consiglieri alle loro classi e alle loro scuole e che fa incontrare adulti e ragazzi allo scopo di trovare possibili risposte alle piccole e grandi domande che giovani e giovanissimi ci pongono, a volte in maniera giocosa e impertinente, a volte con modi più seri, ma sempre spontanei.
Fin dall’inizio c’è stata una grande attenzione a prevenire forme di manipolazione che sono possibili, per carità, ma sono anche molto riconoscibili: per esempio quando arrivano richieste di adulti portate da voci bambine, come mi è capitato di leggere in certi resoconti di Consigli e Consulte dei ragazzi di altre realtà, dove i ragazzi chiedono per esempio più parcheggi o di abbassare la retta della casa di riposo.

Foto del Sindaco con i ragazziD. Come si fa a dialogare con bambini e ragazzi di un tema complesso come la città?
R. Il dialogo parte dalle piccole cose che bambini e ragazzi incontrano quotidianamente: la paura di un bullo che fa la tua stessa strada, il desiderio di andarsene in giro a piedi o in bicicletta con gli amici senza il rischio di essere travolti dalle auto, la voglia di giocare a pallone in un campo da calcio senza essere iscritti a nessuna società, il bisogno di sentire che gli adulti hanno fiducia in te, la voglia di correre sudare all’aria aperta in un parco a “portata di gambe” che puoi raggiungere senza essere accompagnato in automobile dalla mamma, un posto dove incontrarsi…
Ecco, da queste cose concrete e quotidiane si parte per sviluppare un dialogo tra adulti e ragazzi che aiuti i ragazzi a dialogare anche tra di loro, a crescere, piano piano, tutti insieme, e gli adulti a guardare all’infanzia in un modo meno frettoloso, che aiuta un amministratore a capire che le scelte politiche e amministrative debbono tenere conto anche dei diritti di bambini e ragazzi e di quelle fasce della popolazione che di solito hanno poca voce in capitolo, che sono invece la maggioranza nella città.

D. Come si inserisce l’esperienza del CCRR nella vita della città?
R. Secondo me avrebbe poco senso promuovere la partecipazione dei ragazzi in una realtà dove non ci fosse la partecipazione degli adulti. Da questo punto di vista, sia pure con i tanti problemi che caratterizzano le nostre città, Casalecchio è un ambiente solidale e ricco di opportunità di partecipazione formali e informali, per adulti, giovani e ragazzi. Il CCRR si inserisce in questo tessuto.
Voglio aggiungere che la partecipazione democratica alle scelte dell’Amministrazione Comunale è curata e codificata attraverso luoghi e procedure, che sono descritte nella Guida alla partecipazione che raccoglie le esperienze in atto a Casalecchio e che oggi, fra l’altro, avrebbe bisogno di essere aggiornata perché ci sono nuove esperienze. L’Amministrazione Comunale, infatti, è attenta a cogliere le sollecitazioni dei cittadini e a promuovere occasioni di dialogo e coinvolgimento nelle scelte amministrative anche in forme nuove e originali.

D Qual è il futuro del CCRR di Casalecchio?
R. Noi pensiamo che sia una delle possibili esperienze di partecipazione che va rafforzata, per uscire dalla fase sperimentale.
Per far ciò l’Amministrazione Comunale è consapevole che occorre l’attenzione e la collaborazione di molti adulti di Casalecchio, in particolare del mondo della scuola, delle famiglie, dei Dirigenti scolastici e tutti gli insegnanti e gli operatori.
E’ necessario che il progetto entri nel Piano dell’Offerta Formativa di ogni Istituto e che vengano potenziati quei momenti di dialogo e di impegno dei ragazzi che producono frutti educativi, che si affiancano e si integrano col lavoro scolastico.
Noi adulti desideriamo che crescano ragazzi responsabili, consapevoli, attenti al bene comune, desiderosi di essere protagonisti della vita della loro città, ma perché accada bisogna che ciascuno faccia la sua parte, collaborando con gli altri. Per parte sua l’Amministrazione avvierà al più presto le consultazioni per inserire l’esperienza del CCRR nello Statuto Comunale, come forma di dialogo istituzionale tra il mondo politico e i ragazzi di Casalecchio.
Della cura pedagogica e della gestione organizzativa continuerà a farsene carico il CDP.


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