D. Il Presidente della
Regione Emilia - Romagna Vasco Errani e alcuni importanti sindaci della
nostra Regione
intervenendo al Convegno “Nuovi passi verso città amiche delle
bambine e dei bambini” che si è tenuto a Bologna il 5 maggio
2006, hanno ritenuto importante sottolineare di essere contrari ad esperienze
dove bambini e ragazzi “scimmiottano gli adulti”. Secondo lei
si riferivano ai Consigli dei ragazzi?
R. Non so a quali esperienze si riferissero, ma credo che abbiano espresso
un parere molto sensato che condivido pienamente. Non credo, del resto, che
si possa ragionevolmente manifestare un’opinione contraria. Il problema è un
altro e cioè bisogna interrogarsi su quali siano le ragioni per cui
queste cose accadono, che cosa non abbia funzionato nella progettazione e
nella realizzazione di quelle esperienze che affidano ai ragazzi compiti di
rappresentanza formale come la partecipazione a convegni o a manifestazioni
pubbliche, dove a volte abbiamo visto sindaci-bambini con fasce tricolore,
stanchi e annoiati. Si tratta di esperienze dove le attese e i riti degli
adulti prevalgono sulla sostanza del dialogo e della collaborazione fra ragazzi
e fra ragazzi e adulti, sulla ricerca cooperativa di soluzioni possibili a
problemi veri, condivisi da adulti e ragazzi.
Quando siamo partiti a Casalecchio, sei anni fa, allora c’era il Sindaco
Castagna, la sollecitazione è venuta dalla scuola, cui bisogna riconoscere
questo merito. Il Comune non ha detto subito di sì. C’è stato
una fase di studio e approfondimento, poi siamo partiti affidando il coordinamento
al Centro Documentazione Pedagogico (CDP). Questo per dire come da subito
abbiamo avuto una preoccupazione educativa, accanto all’intenzione di
offrire ai ragazzi un’occasione di partecipazione
D. Com’è allora il CCRR di Casalecchio di Reno?
R. A Casalecchio il CCRR non è una esperienza dove i bambini scimmiottano
gli adulti, cosa che abbiamo sempre temuto ed evitato accuratamente che accadesse.
Tanti sono i modi in cui è possibile partecipare alla vita di questa
città, sia per i bambini, sia per gli adulti, nelle associazioni, nei
centri sociali e in altri luoghi, formali e non, diffusi nel territorio. Il
CCRR è una delle occasioni di partecipazione dei ragazzi e si fonda
su una metodologia che riconosce a bambini e ragazzi il diritto di aver voce
e di poter esprimere le loro opinioni su quegli aspetti della vita sociale
e amministrativa che li riguardano e li toccano da vicino.
L’esperienza del CCRR di Casalecchio non è incentrata nelle manifestazioni
o negli eventi simbolici, ma nel dialogo faccia a faccia che tiene legati
i consiglieri alle loro classi e alle loro scuole e che fa incontrare adulti
e ragazzi allo scopo di trovare possibili risposte alle piccole e grandi domande
che giovani e giovanissimi ci pongono, a volte in maniera giocosa e impertinente,
a volte con modi più seri, ma sempre spontanei.
Fin dall’inizio c’è stata una grande attenzione a prevenire
forme di manipolazione che sono possibili, per carità, ma sono anche
molto riconoscibili: per esempio quando arrivano richieste di adulti portate
da voci bambine, come mi è capitato di leggere in certi resoconti di
Consigli e Consulte dei ragazzi di altre realtà, dove i ragazzi chiedono
per esempio più parcheggi o di abbassare la retta della casa di riposo.
D. Come si fa a dialogare con bambini e ragazzi di un tema complesso
come la città?
R. Il dialogo parte dalle piccole cose che bambini e ragazzi incontrano
quotidianamente: la paura di un bullo che fa la tua stessa strada, il desiderio
di andarsene in giro a piedi o in bicicletta con gli amici senza il rischio
di essere travolti dalle auto, la voglia di giocare a pallone in un campo
da calcio senza essere iscritti a nessuna società, il bisogno di sentire
che gli adulti hanno fiducia in te, la voglia di correre sudare all’aria
aperta in un parco a “portata di gambe” che puoi raggiungere senza
essere accompagnato in automobile dalla mamma, un posto dove incontrarsi…
Ecco, da queste cose concrete e quotidiane si parte per sviluppare un dialogo
tra adulti e ragazzi che aiuti i ragazzi a dialogare anche tra di loro, a
crescere, piano piano, tutti insieme, e gli adulti a guardare all’infanzia
in un modo meno frettoloso, che aiuta un amministratore a capire che le scelte
politiche e amministrative debbono tenere conto anche dei diritti di bambini
e ragazzi e di quelle fasce della popolazione che di solito hanno poca voce
in capitolo, che sono invece la maggioranza nella città.
D. Come si inserisce l’esperienza del CCRR nella vita della città?
R. Secondo me avrebbe poco senso promuovere la partecipazione dei ragazzi
in una realtà dove non ci fosse la partecipazione degli adulti. Da
questo punto di vista, sia pure con i tanti problemi che caratterizzano le
nostre città, Casalecchio è un ambiente solidale e ricco di
opportunità di partecipazione formali e informali, per adulti, giovani
e ragazzi. Il CCRR si inserisce in questo tessuto.
Voglio aggiungere che la partecipazione democratica alle scelte dell’Amministrazione
Comunale è curata e codificata attraverso luoghi e procedure, che sono
descritte nella Guida alla partecipazione che raccoglie le esperienze in atto
a Casalecchio e che oggi, fra l’altro, avrebbe bisogno di essere aggiornata
perché ci sono nuove esperienze. L’Amministrazione Comunale,
infatti, è attenta a cogliere le sollecitazioni dei cittadini e a promuovere
occasioni di dialogo e coinvolgimento nelle scelte amministrative anche in
forme nuove e originali.
D Qual è il futuro del CCRR di Casalecchio?
R. Noi pensiamo che sia una delle possibili esperienze di partecipazione
che va rafforzata, per uscire dalla fase sperimentale.
Per far ciò l’Amministrazione Comunale è consapevole che
occorre l’attenzione e la collaborazione di molti adulti di Casalecchio,
in particolare del mondo della scuola, delle famiglie, dei Dirigenti scolastici
e tutti gli insegnanti e gli operatori.
E’ necessario che il progetto entri nel Piano dell’Offerta Formativa
di ogni Istituto e che vengano potenziati quei momenti di dialogo e di impegno
dei ragazzi che producono frutti educativi, che si affiancano e si integrano
col lavoro scolastico.
Noi adulti desideriamo che crescano ragazzi responsabili, consapevoli,
attenti al bene comune, desiderosi di essere protagonisti della vita della
loro città, ma perché accada bisogna che ciascuno faccia la
sua parte, collaborando con gli altri. Per parte sua l’Amministrazione
avvierà al più presto le consultazioni per inserire l’esperienza
del CCRR nello Statuto Comunale, come forma di dialogo istituzionale tra il
mondo politico e i ragazzi di Casalecchio.
Della cura pedagogica e della gestione organizzativa continuerà a farsene
carico il CDP.