Non è facile parlare pubblicamente del rapporto fra ragazzi e
adulti e a dir la verità, non c’è sede dove poterne
parlare serenamente senza correre il rischio di irritare qualcuno. Così questo
tema è emerso nell’ambito del CCRR, gradualmente, crescendo
man mano di intensità. “Gli adulti ci chiedono rispetto” si
sono chiesti alcuni ragazzi, “ma a loro volta, ci rispettano?” La
situazione espressa dagli altri compagni era piuttosto eterogenea: chi
diceva di sì, chi di no e chi sosteneva che fanno bene i grandi
ad essere duri, “perchè dobbiamo imparare l’educazione!”
Così, per raccogliere più punti di vista, si è arrivati
alla decisione di consultare i compagni e le compagne di scuola. Per
questo si è costituito un gruppo di lavoro che ha formulato un
questionario, lo ha fatto testare dagli altri consiglieri e lo ha diffuso
in tutte le scuole, elementari e medie della città, insieme ad
alcune riflessioni.
L’ indagine conferma le difficoltà di relazione a casa e
a scuola, che sconfinano talvolta nella mancanza di rispetto degli adulti
nei confronti dei ragazzi. Il tema è aperto e si rinnova di anno
in anno la consapevolezza che i problemi esistono e che sono più grandi
della capacità che i ragazzi hanno di trattarli.
A questo punto sarebbe importante che, come è accaduto per altri
progetti, ci fossero genitori e insegnanti in grado di prendere in considerazione
questo tema e di avviare con i ragazzi un dialogo aperto e costruttivo.
Certo, a scuola si dialoga, ma spesso la forza e la distanza dei ruoli
di insegnante e di allievo, non permettono quell’incontro personale
che consente di approfondire pensieri e situazioni. Anche in famiglia,
nonostante il desiderio e la buona volontà dei genitori, la relazione
tra genitori e figli non si discosta dal binario delle conversazioni
organizzative sulle esigenze pratiche della vita quotidiana, prevale
la mancanza di tempo e di occasioni per un dialogo autentico.
I ragazzi e le ragazze più impegnati in questo lavoro, avvertono
la delicatezza del tema e desiderano avviare un dialogo con genitori
e insegnanti privo di quei possibili risentimenti che questo argomento
potrebbe provocare.
Un dialogo sereno sulle difficoltà di relazione, affinché possa
essere promotore di nuove consapevolezze e arricchire le relazioni fra
ragazzi e adulti, richiede un clima di curiosità reciproca dove
non ci siano dita accusatrici puntate, un clima in cui ciascuno trovi
in sé la curiosità per i sentimenti e le emozioni dell’altro,
e la capacità di mettersi in gioco in maniera autoironica e, perché no?
autocritica.
C’è bisogno di adulti “apripista” che diano
il buon esempio. I ragazzi da soli non possono farcela, senza la disponibilità di
genitori e insegnanti, che si assumano il compito di facilitare l’incontro
su un terreno così scivoloso e pieno di imprevisti.
I tempi sono maturi.