Durante il percorso d’avvio del CCRR i membri del Gruppo di progetto
pensarono che la differenza di genere dovesse essere un punto di riferimento
per il lavoro dei ragazzi e dovesse apparire esplicitamente nel loro
lavoro. Decisero così di completare il nome del Consiglio Comunale
(CCR) specificando con un’altra “R” la presenza “dei
ragazzi e delle ragazze”.
L’osservazione di altre esperienze ci aveva convinto, fra l’altro,
della necessità che esplicitamente ogni classe e ogni scuola dovesse
eleggere per il consiglio lo stesso numero di maschi e di femmine. Dove
questa regola non era stata posta, i gruppi che avevamo visto erano fortemente
sbilanciati verso uno dei due generi.
Mentre per il regolamento il Gruppo di progetto aveva deciso che fosse
meglio non produrlo, in attesa che fossero i ragazzi ad avvertirne l’esigenza
e quindi a produrlo, per quanto riguarda la presenza delle due “R” nel
nome, la necessità di un segnale di questo genere era stata avvertita
unanimemente, per ragioni educative.
Dopo alcuni anni di lavoro, quando ormai sembrava che questa decisione
fosse scontata, alcuni ragazzi hanno posto una domanda: ”Perchè ci
sono due erre? Non basta la parola ragazzi per rappresentare maschi e
femmine?”
Alcuni pensano di sì, altri e altre intendono invece che sia necessario
esplicitare anche nel nome la presenza delle femmine!
Questa domanda è aperta e non può essere affrontata in
modo banale, perché il tema è importante e tocca una questione
che riguarda anche gli adulti. Nell’anno scolastico 2006/07 si
avvierà un laboratorio di approfondimento che si porrà l’obiettivo
di analizzare le relazioni tra maschi e femmine nella nostra realtà,
la differenza di genere nel linguaggio e altri aspetti che emergeranno
nel corso del lavoro.