Ci sono lavori che una volta avviati non si sono mai conclusi. E’ il
caso del laboratorio per la comunicazione: vi partecipano sempre nuovi
consiglieri impegnati nell’importante compito di raccontare alle
scuole e alla città i risultati, ma anche le difficoltà e
le domande ancora senza risposte che il CCRR si pone.
Capita che si diano per scontati aspetti della vita che invece non lo
sono affatto. Dopo alcuni anni di vita del CCRR, nel Consiglio c’è stato
chi ha chiesto la ragione della presenza di due erre nel logo. Si chiedono
perché mai non sia sufficiente una sola erre. La parola “ragazzi”,
infatti, secondo il loro punto di vista, comprenderebbe anche le “ragazze”.
Non tutti sono d’accordo con questa opinione. E’ nata così una
discussione che in avvio ha visto emergere anche stereotipi riguardanti
maschi e femmine. C’è bisogno di studio e nuove conoscenze
sulla differenza di genere, per andare avanti, evitando approcci schematici
o preconcetti.
Il tema è aperto.
Non sempre i temi che interessano il CCRR possono essere affrontati appena
vengono proposti da una scuola o da qualche consigliere. A volte, infatti,
vengono presentati al Consiglio argomenti di ampio respiro, come il rispetto
tra adulti e ragazzi, difficili da risolvere, che per di più richiedono
che ragazzi e adulti se ne occupino insieme. Non sempre l’intraprendenza
dei ragazzi è sufficiente a creare un contesto e un clima adatti: è necessaria
infatti la collaborazione di adulti interessati e disposti a mettersi
serenamente e sinceramente in gioco. E poi è anche una questione
di tempo e di organizzazione. Così ci sono argomenti come questo,
che stanno a “bagnomaria”: i consiglieri studiano, approfondiscono
dialogando con i compagni di scuola per valutare il loro interesse e
il grado di condivisione della problematica. Ma il lavoro resta sospeso
in attesa di un affondo, di un passo successivo, per fare il quale occorre
immaginare un sentiero lungo il quale incamminarsi. Arrivederci all’anno
prossimo.