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CCRR - Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze di Casalecchio di Reno

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I primi progetti delle scuole


Gli argomenti furono individuati dai ragazzi nell'ambito di una serie di lavori condotti a scuola all'inizio dell'anno scolastico 2002-2003, a partire dall'analisi del territorio conosciuto e da una riflessione sugli aspetti positivi e negativi dei luoghi della città. Vennero stimolati all'espressione di emozioni, alla riflessione e al dialogo e, in tal modo, nacquero le proposte da portare al voto dei compagni di classe o di plesso. Emerse così l'esigenza di qualificare le aree scolastiche, alcuni spazi urbani, ma anche di trovare luoghi di aggregazione sicuri, salubri, accessibili: l'attenzione a star bene a scuola, quindi, si coniugava ad una sensibilità verso lo star bene nella propria città e nel quartiere in cui si vive. Il Gruppo di progetto sperimentava per la prima volta la preparazione e la realizzazione delle elezioni dei rappresentanti nelle scuole e in molte realtà scolastiche si prepararono progetti dettagliati, che impegnarono il CCRR in un complesso lavoro e, nel contempo, crearono aspettative che rischiavano di provocare un sentimento di delusione e di sconfitta di fronte al primo inevitabile impedimento.
Il lavoro del primo semestre 2002 fu improntato, oltre che a facilitare la conoscenza reciproca tra gli eletti delle varie scuole, alla conoscenza delle diverse proposte e alla loro socializzazione e discussione tra i vari gruppi.
Era importante per i ragazzi del CCRR capire le attese dei compagni e mettere ordine nelle proposte. A tal fine, ancora una volta, la scelta e la coerenza del metodo di lavoro fu basilare.
Dall'esame delle varie proposte progettuali - in presenza di una grande quantità di progetti che si desiderava vedere realizzati - emerse la necessità di stabilire delle priorità. Ciascun consigliere cominciò a comprendere che non rappresentava solo i suoi compagni e il progetto della sua scuola. Durante il lavoro di analisi dei progetti emersero analogie e diversità. C'erano progetti di scala diversa: dal cortile scolastico alla città. Si cominciò ad esaminare il contesto nel quale sarebbe stato possibile realizzarli (scuola, quartiere, città sono ambiti molto diversi tra loro) e i ragazzi cercarono di immaginare quali modificazioni avrebbero prodotto i loro progetti nell'ambiente o nei comportamenti. Si chiesero anche quali desideri e quali esigenze si nascondessero sotto quelle proposte già "confezionate" sotto forma di progetti dettagliati: sotto l'idea di ristrutturare Villa Talon ad esempio, si celava il desiderio di ridare vita all'edificio storico o un bisogno di aggregazione che poteva essere soddisfatto in un altro luogo… con meno risorse finanziarie?
Non fu un passaggio facile né indolore, ma in tal modo si arrivò a discutere approfonditamente, in piccolo e grande gruppo, e a individuare priorità di intervento. Furono necessari anche alcuni incontri con il Sindaco Luigi Castagna che, con le informazioni sulle risorse, sui vincoli e sulle effettive possibilità di azione, aiutò i ragazzi ad entrare nelle problematiche della realtà amministrativa, difficile da comprendere talvolta anche per gli adulti.

I progetti

Durante l'insediamento ufficiale svoltosi il 13 febbraio 2002 nella Sala Consigliare del Municipio, furono presentate idee e proposte per lavorare insieme. Tutte erano state concepite dai ragazzi che li rappresentavano e che li avevano sottoposti al vaglio e al voto dei loro compagni di classe e/o di scuola. Ne raccontiamo alcune, scelte sia tra i "successi" sia tra gli "insuccessi" del CCRR.

Viabilità urbana

I tempi dei semafori non erano sincronizzati e non permettevano sicurezza e agibilità in alcuni attraversamenti pedonali, soprattutto all'incrocio di strade che è di fronte alla Scuola Marconi.
Per un mese i ragazzi avevano controllato, con il cronometro alla mano, i tempi e gli effetti di quella sfasatura e poi avevano proposto una soluzione operativa.
I vigili, non solo convennero sull'esigenza espressa ma anche adottarono la soluzione proposta dai ragazzi, perché era la più funzionale.

Volontariato e ambiente

Erano giunte richieste che esprimevano l'intento di fare volontariato presso il canile municipale o attività di cura ambientale. Il Consiglio creò le condizioni per avviare tale attività. Fu concordato con il canile la presenza e il tipo di attività che potevano svolgere i ragazzi, furono presi contatti con associazioni ambientaliste e altri soggetti interessati a questa attività, ma nessuno dei ragazzi e delle ragazze partecipò all'attività prevista. Che cosa poteva essere accaduto? Forse gli adulti avevano orientato i ragazzi verso tematiche che ritenevano importanti per loro? I buoni propositi non rappresentavano veri bisogni? I consiglieri non avevano capito? Oppure i facilitatori avevano impiegato troppo tempo per rendere possibile l'attività e l'interesse era sfumato? Comunque sia il progetto non andò in porto.

L'esperienza di Ceretolo

I ragazzi di Ceretolo proposero diversi progetti. Il ripristino del parco di Tizzano fu escluso a priori e l'allargamento del marciapiedi in via Boccherini fu oggetto di una seria discussione con il Sindaco conclusasi con la sottolineatura degli aspetti negati e di quelli positivi e la decisione di soprassedere.
Ma il CCRR propose anche la realizzazione di un luogo dove i ragazzi si potevano incontrare per giocare indisturbati e protetti. Il luogo fu identificato nel vecchio Centro sociale del quartiere. Da lì cominciò una storia di collaborazione tra ragazzi, anziani, genitori, insegnanti, tecnici comunali.
Ciascuna di queste figure era portatrice di esigenze che all'inizio sembravano essere di ostacolo all'integrazione con quelle degli altri interlocutori.
Gradatamente queste esigenze si sono conciliate ed ora quel luogo, il Centro anch'io è diventato un punto di riferimento per ragazzi grandi e piccoli, della nostra e di altre culture, che si incontrano per giocare, chiacchierare, fare attività diverse, quali la cura dell'orto, la creazione di piccoli oggetti, i giochi di simulazione e altro.

Il centro giovanile a scuola

Anche alla Scuola media Marconi, altri ragazzi e ragazze chiesero di avere un luogo di incontro tutto per loro. Era stato individuato il sotterraneo della scuola e sembrava possibile ristrutturarlo. I ragazzi si erano lanciati in un progetto che comprendeva la creazione di vani e il loro allestimento con mobili e attrezzature per la navigazione in internet, l'ascolto della musica, ecc. Ad un primo esame fu chiaro che tutto ciò non sarebbe stato possibile e, per non abbandonare totalmente l'idea, si riuscì a fare una proposta molto più contenuta che fu accolta dalla Preside, la quale concesse il salone della scuola per due, tre pomeriggi la settimana. Ciò a patto che fosse redatto e condiviso coi ragazzi un regolamento di gestione degli spazi. Non era certo ciò che i ragazzi avevano pensato, eppure con molte difficoltà si riuscì ad arredare il luogo e ad avviarlo come un vero e proprio Centro Giovanile. Ma da quel momento l'interesse sembrò sfumare e, dopo tanta fatica, solo pochi ragazzi parteciparono ai pomeriggi di gioco, finché di lì a poco il Centro chiuse i battenti. Cosa era successo? Forse l'orario di apertura non era confacente agli impegni pomeridiani dei ragazzi? Forse i mesi che erano stati necessari per predisporre ogni cosa erano stati troppo lunghi rispetto alle aspettative dei ragazzi? Potrebbe invece essere stato un problema il fatto che il CCRR non era riuscito a "conquistare" neppure una linea telefonica per navigare in Internet, così come era stato chiesto dai compagni? Sicuramente l'impresa provocò una frustrazione, nei ragazzi e negli adulti che erano stati coinvolti.

La Villa Talon

Per gli studenti della Media Galilei fu ancora più sconfortante! Mossi dallo stesso spirito di aggregazione, avevano identificato nella Villa Talon, il fatiscente edificio storico nell'omonimo parco cittadino, il luogo di un possibile ritrovo. Anche questa proposta era brillante e trasmetteva un reale bisogno, poiché si pensava alla sistemazione di una struttura per ospitare uno spazio ricreativo e culturale per adolescenti.
La proposta di ristrutturare la villa fu cassata dal Sindaco in persona, che la escluse per motivi economici. Mentre gli impedimenti legati alla grandiosità dell'impresa apparivano scontati agli occhi degli adulti, negli occhi dei ragazzi si leggeva una stupita e cocente delusione che i facilitatori cercarono di mitigare favorendo la riflessione sulla realtà e suggerendo di abbracciare altri progetti più fattibili.

La pista rossa

Le insegnanti della scuola primaria Bruno Ciari avevano aderito al progetto Il mio giardino scolastico e in questo ambito avevano progettato il rifacimento di una vecchia pista da pattinaggio ricoperta da mattonelle rosse: la pista rossa. La richiesta era stata inoltrata da tempo al servizio manutenzione del Comune, ma le cose non procedevano. Ai ragazzi venne così l'idea di inserire questa richiesta tra le proposte elettorali. E così arrivò al Consiglio. E' opportuno dire che questa proposta che riguardava un plesso scolastico, non poteva certo essere considerata una questione cittadina, di interesse generale. Tuttavia fu proprio grazie all'interessamento del CCRR che il progetto andò in porto e fu realizzato.

Liberiamo l'aria e i percorsi casa-scuola

Tra i progetti della Scuola Ciari spiccava una idea nata da un lavoro che la scuola stava svolgendo sull'inquinamento dell'aria. Il progetto Spegnete i motori proponeva di sensibilizzare gli automobilisti al tema dell'aria: si voleva chieder loro di spegnere i motori mentre - fermi al semaforo - sono in attesa del verde. Questo progetto che non interessava tutti i consiglieri per la sua valenza locale, ebbe il grande merito di fa discutere bambini e ragazzi su questo tema, di sensibilizzarli e di accrescere la loro conoscenza in merito, tanto che furono in grado di lì a poco di collegare il tema dell'aria pulita alla mobilità ciclo pedonale e al loro desiderio di autonomia. Questi ingredienti entrarono così a far parte del progetto A piedi e in bici, con le amiche e con gli amici.


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