Prima una siepe mista di arbusti prevalentemente autoctoni a segnare per un lungo tratto il perimetro del giardino, tavoli e panche all'ombra di una pergola e un orto completo di cassone per il compostaggio e di ricovero per gli atterzzi; poi nuovi spazi e attrezzature per il gioco, una casetta, un percorso vita, bacheche per i messaggi, alberi da frutta, aiuole di piante aromatiche, due tunnel, collinette erbose e uno spazio destinato alle osservazioni naturalistiche.
Negli ultimi anni i giardini delle scuole elementari Ciari e Garibaldi di Casalecchio di Reno stanno cambiando; grazie al lavoro dell'Amministrazione comunale e grazie all'attività di un gruppo di insegnanti, bambini, genitori e volontari che con regolarità si occupano delle due aree verdi. Le usano, le studiano, le curano e le arricchiscono per renderle sempre più gradevoli e interessanti.
E' questo il risultato più evidente di un progetto intrapreso dal Centro Documentazione Pedagogico di Casalecchio e sviluppato in collaborazione con l'Associazione la Città Possibile di Torino, la Fondazione Villa Ghigi e alcuni gruppi locali di volontariato.
Il via nel 1999 quando l'impegno dell'Amministrazione a migliorare la qualità ambientale delle aree scolastiche ha incontrato la ferma volontà di alcune insegnanti decise a riqualificare il cortile della propria scuola. Alla base una semplice considerazione: un giardino scolastico (e a maggior ragione il giardino di una scuola elementare a tempo pieno all'interno di una città) è uno spazio importante. Soprattutto per i bambini più piccoli è infatti il luogo dell'autonomia, dell'esplorazione e della scoperta dove è possibile incontrare e sperimentare il mondo naturale. Purtroppo queste grandi potenzialità raramente vengono valorizzate e troppo spesso le aree verdi scolastiche appaiono anonime, indifferenziate e scarsamente attrezzate. Sotto questo aspetto le scuole Ciari e Garibaldi non costituivano una eccezione, ma in entrambe andava crescendo, anche in virtù di una consolidata attività di educazione naturalistica, l'esigenza di disporre di aree verdi più sicure, piacevoli e coinvolgenti, capaci di svolgere in maniera adeguata non solo una funzione ricreativa ma anche didattica ed educativa.
In questo contesto il Centro Documentazione Pedagogico invitava le scuole del comune ad avviare un percorso di progettazione e riqualificazione partecipata dei loro spazi verdi attraverso il coinvolgimento diretto di insegnanti, bambini, genitori e gruppi di volontariato; il progetto il mio giardino scolastico ha previsto prima un corso di formazione per definire e discutere gli aspetti teorici e metodologici dell'esperienza e in seguito, a supporto delle attività intraprese, la disponibilità degli esperti della Fondazione Villa Ghigi e dei tecnici comunali oltre alla possibilità di usufruire di risorse economiche e di materiali per realizzare gli interventi ipotizzati.
A partire da questa proposta le insegnanti delle scuole Ciari e Garibaldi hanno attivato il lavoro nelle classi, lavoro, che, dopo cinque anni, non si è ancora interrotto in un continuo intrecciarsi di fasi operative (la cura dell'orto, la pulizia, la manutenzione del verde, l'attività di ricerca sul campo) elaborazioni progettuali ed approfondimenti teorici.
Inizialmente ci si è soffermati a considerare l'uso quotidiano dei giardini scolastici: i luoghi, le attività, i modi con cui bambini e bambine interagivano con lo spazio verde. Ci si è interrogati su desideri e aspettative e si è cercato di scoprire e conoscere in maniera il più possibile completa e approfondita (sempre in relazione all'età dei giovani ricercatori) le caratteristiche degli spazi che si volevano migliorare.
In questa fase il progetto si è andato costruendo in una costante dialettica tra desiderio e realtà.
Le piscine, i grandi scivoli a spirale, il chiosco dei gelati sono stati rimpiazzati dalla casa per gli insetti, di cui si è sentita l'esigenza dopo aver scoperto la presenza in giardino di tanti interessanti animaletti, e dall'orto, dove sarebbe stato possibile anche giocare con la terra e dare la caccia ai lombrichi. In questo modo i desideri, inizialmente astratti, legandosi all'esperienza quotidiana e alla realtà di uno specifico spazio verde hanno via via assunto concretezza e questo li ha modificati, creando il bisogno di tradurli in idee e proposte da mettere poi alla prova.
Attraverso discussioni, approfondimenti, confronti e mediazioni il progetto dei giardini ha iniziato a prendere forma, ma si è sentito il bisogno di ulteriori conferme e di nuovi stimoli. A tale scopo sono stati realizzati questionari per socializzare l'esperienza e raccogliere le esigenze e i suggerimenti di compagni e genitori e si sono fatte ricerche ed escursioni per conoscere e valutare gli interventi con cui si era data risposta a desideri similari: le diverse tipologie di siepe lungo via Porrettana e intorno alle scuole Garibaldi, l'arredo verde dei giardini pubblici cittadini, le sistemazioni (in diapositiva) delle aree gioco nord europee e di alcuni giardini scolastici particolarmente significativi.
Nel complesso percorso sviluppato dalle scuole Ciari e Garibaldi si è trovato il modo per svolgere moltissime attività tutte segnate dalla necessità e dalla concretezza proprie di un lavoro che deve essere portato a termine perché se ne vogliono vedere i risultati. Si è affrontata la misurazione delle aree, il censimento delle alberature, lo studio di una siepe naturale nelle diverse stagioni; sono state fatte ed elaborate fotografie e disegni, realizzati plastici, mappe e sculture, scritte relazioni, poesie e lettere (anche al sindaco), incontrati tecnici e amministratori, sperimentati giochi di orientamento e organizzate feste, mostre e votazioni, per fare conoscere l'esperienza e raccogliere l'adesione e il contributo di tutti. Si è anche riusciti, grazie a un finanziamento della regione, a produrre una ricca documentazione dell'esperienza attraverso un opuscolo che racconta le diverse tappe del lavoro fino al 2002.
Il lavoro non si è concluso e sotto certi aspetti dovrebbe non concludersi mai: con l'avvio del prossimo anno scolastico bambini, insegnanti e genitori riprenderanno in giardino le ormai consuete attività di gioco, osservazione, studio e cura e, se vi saranno le risorse, verranno sicuramente portate a termine nuove realizzazioni.
Di certo, in questi anni, le scuole Ciari e Garibaldi hanno trovato nel loro giardino un valido alleato verso la costruzione di una modalità di insegnamento ricca, coinvolgente e particolarmente attenta a ribadire il senso di appartenenza a una comunità e a un territorio.
Paolo Donati Fondazione Villa Ghigi