Il caso del Prà Znein è l'esempio di come l'idea e l'impegno di alcuni cittadini possano essere determinanti per ottenere il buon esito di una iniziativa, sia dal punto di vista pratico, sia negli aspetti sociali ed educativi, che scatena sul territorio. Riportiamo le parole di un protagonista dell'esperienza, Athos Gamberini, attualmente consigliere comunale a Casalecchio [La proposta viene rivolta alla vicina sezione locale del P.D.S. e da allora inizia una fattiva collaborazione].
Il Prà Znein, il prato piccolo, un luogo secolare sulla riva del fiume Reno, con ingresso da via Risorgimento. Nel maggio del 1992 quattro cittadini (Marinella, Athos, Gianni, Giuseppe) dell'associazione "Café Incontro", pensano di pulire e di rendere fruibile quello spazio. Viene deciso che il tutto deve essere ripulito entro la prima domenica di settembre facendo una festa che faccia ri-conoscere il Prà Znein ai cittadini che lo hanno dimenticato da tempo. Iniziano le attività, tante persone si riuniscono e lavorano insieme: tagliano, tolgono cemento, levano stufe, frigoriferi e altra mercanzia, liberando la zona dai detriti che si erano accumulati nel tempo. Si realizzano accordi con i "possessori" degli orti. Il giorno della festa circa quattrocento persone arrivano in vari momenti del pomeriggio. Le famiglie della zona hanno donato torte e vino, si è allestito lo spazio con tavoli e sedie e preparato una griglia per la salsiccia. Una bella festa!
In seguito sarà costituita l'associazione "Amici del Prà Znein" e saranno poste le basi per i rapporti con l'amministrazione comunale, sia per quanto riguarda il lavoro manuale, sia per le iniziative volte al recupero della memoria storica, allo scopo di riscoprire un'identità comune, che leghi ambiente di vita e persone. Con il tempo, i lavori di mantenimento e di cura del luogo diventano meno episodici, il "barbecue" funziona come "centro di interesse" e raccoglie buongustai italiani e tantissimi stranieri... Man mano le feste organizzate dall'associazione lasciano il posto alla spontaneità dei cittadini e sul fiume si fanno convegni, concerti di musica classica e rappresentazioni teatrali. Da qualche anno sono state sistemate due piccole aree limitrofe per il parcheggio e l'attiguo giardino di via Giordani è stato arredato con giochi per i bambini. A tutt'oggi la storia prosegue, ma per saperne di più... venite al Prà Znein."
L'esperienza descritta così sinteticamente, comprende due elementi di grande valore. Da un lato ha facilitato la condivisione sociale attorno a un obiettivo di cambiamento, producendo una qualificazione significativa del territorio dal punto di vista naturale e culturale, dimostrando ai cittadini la positività e l'efficacia dell'agire comune. Dall'altro ha prodotto un esito che continua nel tempo perché ha saputo dimostrare l'importanza di lavorare più intensamente sui valori che sottendono le azioni che non sulle azioni fini a se stesse. Riappropriarsi, infatti, di uno spazio dimenticato e farlo diventare un piccolo paradiso ha centrato l'attenzione sull'inusitata possibilità di costruire la città in un modo nuovo. Questa piccola azione ha sollecitato gli amministratori al dovere di innovare i propri linguaggi e le metodologie del proprio agire, ponendo attenzione alle modalità con le quali si realizzano i progetti e alle relazioni che si intrecciano nel definirli e nel condividerli. Insomma questo cambiamento di ottica ha significato porre attenzione all'ascolto delle persone, poiché esse sono protagoniste dei luoghi che vogliamo qualificare.
La lezione del Prà Znein, assieme a quella di altri abitanti organizzati in azioni di riqualificazione territoriale, è stata raccolta ed è servita da stimolo per l'amministrazione comunale nella valorizzazione del ruolo attivo dei cittadini.