Si tratta di un progetto che il CCRR ha promosso e che ben presto ha
cominciato a “viaggiare” autonomamente, divenendo un’occasione
di incontro fra ragazzi, di integrazione con il mondo degli anziani e
di attività di educazione ambientale per la scuola.
I ragazzi e i bambini della zona di Ceretolo eletti nel CCRR, cogliendo
un bisogno espresso da alcuni compagni e sentito anche da loro, proposero
la realizzazione di un luogo accogliente e sicuro, dove stare insieme,
giocare, chiacchierare, poter trascorrere qualche pomeriggio in compagnia.

Il luogo scelto come punto dei loro incontri fu il Centro sociale di Ceretolo, ambiente che tutti ben conoscono e già frequentano con piacere per la bellezza dei prati, degli orti e la presenza di persone care.

Il CDP pensò di sostenere i ragazzi a realizzare il loro obiettivo attraverso un percorso di progettazione e gestione partecipata degli spazi e delle risorse. Le attività partecipate presero avvio nel settembre 2002 con una festa nel corso della quale i ragazzi presentarono le loro idee alla città. Il progetto si trasformò poi in un vero e proprio laboratorio operativo condotto da persone esperte e motivate, si crearono presso il Centro sociale dei gruppi di discussione tra adulti e ragazzi e tra i soggetti diversi, i genitori, gli anziani e altri cittadini.

Gli incontri furono numerosi e subito emersero le
diverse motivazioni e possibilità dei soggetti partecipanti. Alcuni
anziani inizialmente erano scettici rispetto alla proposta perché temevano
che il luogo non fosse gestibile e anche molti genitori erano dubbiosi
e non disponibili a sperimentarsi. Fu necessario ancora qualche tempo
e altri incontri e attività per costituire il gruppo di persone,
adulti e ragazzi, pronti ad avviare il progetto. Intanto l’ambiente
venne arricchito con giochi e arredi funzionali (tavolo da ping-pong,
biliardino, canestro, vari materiali per attività artistico/espressive,
stereo, piccola biblioteca con vecchi e nuovi volumi gestita dai ragazzi).
La struttura è sufficientemente grande da poter ospitare tanti
ragazzi e anche il giardino esterno fu provvisto di panche e tavoli,
mentre era già presente una altalena, limitrofa allo spazio per
giocare a pallone. Il lavoro dei gruppi giunse alla stesura di un “patto
tra le parti” dove i ragazzi si impegnarono ad essere ordinati
e puntuali nella gestione del luogo e alcuni adulti si dichiararono interessati
a sostenere l’esperienza.

Le attività al Centro Anch’io si sono così moltiplicate:
durante le aperture pomeridiane, che ora sono tre la settimana, si fanno
feste, gare, giochi di diverso genere e accade anche che gli anziani
si prestino a condividere il gioco delle bocce, ma si possono fare anche
i compiti insieme e incontri di lettura e nelle sere d’estate il
luogo si presta a realizzare piccoli spettacoli.
Il Centro Anch’io ha cominciato così a vivere una sua vita,
autonoma dal CCRR che lo aveva fatto nascere e ad essere utilizzato anche
dalle scuole. In particolare dalle scuole elementari e medie di Ceretolo,
Viganò e Moruzzi, che aderirono al concorso di idee attraverso
il quale fu chiesto agli alunni di proporre attività da integrare
a quelle già emerse dal precedente gruppo di lavoro nel laboratorio
di progettazione partecipata. In tal modo nacque l’idea di coltivare
un orto in uno spazio incolto, tra gli orti degli anziani
e di recuperare dei vecchi tavoli del Centro con l’utilizzo della tecnica del mosaico e
di piantare una siepe composta da essenze profumate.

Ciao a tutti sono Francesca e sono qui per parlarvi del “Centro Anch’io”,
uno spazio polivalente dedicato ai ragazzi e alle ragazze di Casalecchio come
doposcuola, ma anche come centro ricreativo, organizzato e ideato da noi del
C.C.R.R. per dare ai ragazzi /e l’opportunità di conoscersi,
comunicare, giocare insieme….
Grazie a questo centro i ragazzi della scuola media hanno avuto modo di
stare in un luogo diverso dalla classe durante le ore buche, quest’anno
abbiamo pubblicato il calendario dell’orto di Nonno Uragano.
Nel “Centro Anch’io” abbiamo fatto un’intervista agli
anziani e gli abbiamo chiesto opinioni e pareri. Ne è venuto fuori
che tutti gli anziani intervistati pensano sia bello che i ragazzi e le ragazze
abbiano uno spazio tutto per loro nel centro sociale, tutti pensano che in
futuro ci potranno aiutare nella botanica con l’orto.
Secondo gli anziani il nome del calendario e quindi dell’orto del “c’Entro
anch’io” si chiama Nonno Uragano perché mentre il nonno
cura l’orto sta sempre in mezzo alle tempeste, ha un uragano di idee
e di energie nel coltivarlo.
Vi aspettiamo tutti, grandi e piccoli, per realizzare nuove attività insieme,
proposte da noi e da voi.
Venite!Venite!Venite! Vi aspettiamo!
Francesca Bosso