Tutti gli adulti dovrebbero sentirsi coinvolti nel progetto di un Consiglio comunale dei ragazzi e delle ragazze: amministratori, tecnici, insegnanti, operatori volontari, genitori e cittadini.
Il CCRR, infatti, intende essere un'occasione per far dialogare giovani e adulti, ma anche far riflettere e discutere gli adulti sui diritti dei ragazzi, sulla loro partecipazione alla vita della città e alle decisioni che riguardano il futuro, sull'educazione alla cittadinanza e alla democrazia.
In realtà solo alcuni adulti sono direttamente coinvolti nella vita di un Consiglio. Elenchiamoli, partendo dal loro ambito di riferimento:
L'Amministrazione Comunale: il Sindaco è il principale interlocutore del Consiglio, ma anche gli assessori, diversi dirigenti e gli operatori comunali hanno spesso a che fare col Consiglio, essendo coinvolti nella risposta alle domande e alle proposte dei consiglieri.
L'Amministrazione comunale infatti nel contribuire alla nascita del CCRR si è impegnata a recepire per quanto possibile le proposte dei ragazzi a utilizzarle come occasioni di confronto con le politiche attivate. Essa stanzia annualmente le risorse sufficienti per la realizzazione delle iniziative, si adopera per il buon funzionamento del Consiglio, mossa dall'obiettivo di riconoscere i diritti dell'infanzia, promuovere l'esercizio della cittadinanza e sollecitare l'apprendimento della democrazia.
Il Sindaco di Casalecchio ha affidato il coordinamento e la cura degli aspetti pedagogici e organizzativi al Centro documentazione pedagogico (CDP).
La Scuola: tutti i ragazzi dai 9 ai 14 anni vanno
a scuola e proprio là siamo sicuri di poterli incontrare e
contattare.
Gli insegnanti, quindi, sono preziosi collaboratori: spiegano ai ragazzi che cos'è un Consiglio, li aiutano a prepararsi in vista delle elezioni, che si organizzano in ogni scuola, aiutano poi i ragazzi a collegare le esperienze del consiglio ai loro vissuti e apprendimenti e si adoperano affinché l'esperienza del consiglio sia vissuta da tutti, non solo dagli eletti.
Non tutti gli insegnanti, tuttavia, si comportano nello stesso modo. Alcuni sono più sensibili e si adoperano affinché i consiglieri abbiano momenti di dialogo con i compagni e si accertano che la comunicazione passi, anche dedicando un po' del loro tempo ad approfondire le tematiche proposte, perché pensano che questa attività sia importante per crescere e sia collegata anche alle discipline scolastiche.
Altri insegnanti pensano che sia meglio dedicare tutto il loro tempo alle discipline curricolari, ritenendo le attività di un consiglio estranee ai loro compiti. Ogni scuola ha poi individuato un insegnante che ha il compito di coordinare le attività e di informare i colleghi.
Un ruolo importante viene svolto anche dai dirigenti scolastici, che sono in condizione di valorizzare l'esperienza di un consiglio e l'impegno degli insegnanti più coinvolti.
Le famiglie: i genitori si rendono disponibili ad accompagnare i ragazzi agli incontri e alle iniziative previste, li sostengono e promuovono le loro esperienze anche oltre l'ambito famigliare.
I facilitatori e/o le facilitatrici: sono adulti coinvolti nella vita di un consiglio, con un ruolo diverso da quello di un insegnante, un amministratore pubblico, un tecnico o un genitore accompagnano i ragazzi nel loro impegno di consiglieri e li aiutano a organizzare momenti di dialogo con gli adulti, incontri con i compagni, progetti con le scuole...
Il facilitatore è una persona in sintonia con i ragazzi: li aiuta a manifestare le loro esigenze, le loro opinioni, i loro dubbi. Quando ci sono conflitti non li spegne con l'autorità dell'adulto, ma fa in modo che i diversi punti di vista siano spiegati e approfonditi con argomenti, favorendo il dialogo e la comprensione reciproca. Un facilitatore deve essere capace di ascoltare i ragazzi, aiutandoli a meglio comprendere il senso dei loro desideri e delle loro aspettative, proponendo momenti percorsi di analisi, di ricerca e di confronto.
I facilitatori sanno che la partecipazione e l'esercizio della cittadinanza vanno sostenuti con la crescita delle capacità di dialogo e confronto dei ragazzi, con il potenziamento delle loro conoscenze e competenze. A volte le cose funzionano bene, a volte ci sono problemi, ma c'è da dire che i facilitatori, come i ragazzi, crescono e imparano lungo il cammino.
Il Gruppo di progetto: è un gruppo di lavoro costituito da insegnanti, genitori, operatori del Comune, facilitatori e un pedagogista (consulente), particolarmente impegnati nel sostenere le attività dei ragazzi.
L'avvio del Consiglio dei Ragazzi e delle Ragazze è stato preceduto da momenti di studio e di riflessione nell'ambito di questo gruppo di lavoro, che si riunisce mediamente ogni tre/quattro settimane per momenti di studio e di riflessione. Per coordinare l'azione dei vari soggetti coinvolti e promuovere informazione e formazione.